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Fibra ottica Ftth, Fttc, Ftts: quali sono le differenze?

In questo articolo il nostro comparto tecnico spiegherà in parole semplici quali sono le differenze tra queste tecnologie con cui navighiamo in internet da casa o da lavoro.

Tutti gli operatori di servizi internet sono obbligati a specificare con quale tipo di tecnologia accediamo ai loro servizi. E per farlo, molto spesso, utilizzano degli acronimi di difficile comprensione: ftth, vula, fttc, ftts…insomma da mal di testa! Ma cosa si nasconde dietro queste sigle?

FTTH: fiber to the home (fibra a casa)

Questa tecnologia di connessione ai servizi internet prevede il raggiungimento dell’abitazione da un cavo di fibra ottica per eccellenza, per intenderci la più veloce di tutte! La connessione con il cavo in fibra ottica giunge direttamente a delle mini-centraline che solitamente vengono installate nelle parti comuni di un condominio o di un palazzo in generale, e nel momento in cui si richiede l’attivazione di un servizio internet che prevede l’utilizzo della fibra ottica ftth i tecnici provvederanno a cablare il cavo di fibra ottica fino all’abitazione/attività commerciale di destinazione, senza interruzioni blocchi o cambiamenti di linea. Per questo motivo la connessione ftth permette una navigazione fino a 1Gigabit al secondo in download, in alcune città, e circa 200/300 Megabit al secondo in upload. Quando sentite parlare di Superfibra o Iperfibra solitamente ci si riferisce a questo tipo di connessione.

FTTS: fiber to the street (fibra alla strada)

Eccoci a descrivere un’altra tipologia di connessione molto comune in diverse città: ftts. Questa modalità di accesso ai servizi internet dei diversi operatori italiani prevede che la fibra ottica, quella che abbiamo descritto nel paragrafo qui sopra, non arrivi direttamente nella casa o nell’ufficio del cliente che ne fa richiesta ma su un armadio sulla strada ,appunto, vicino all’edificio interessato. Solitamente queste cabine sono posizionate a circa 100-250 metri dalle abitazioni, e in casa dell’abbonato giunge il doppino in rame. Questa tipologia di accesso rende possibile sicuramente un miglioramento se paragonato all’ADSL (internet a 20 Mega per intenderci) con delle velocità che oscillano tra i 100-200 Megabit al secondo in download, e dai 10 ai 30 Megabit al secondo in upload. Questa tecnologia è anche chiamata fibra mista rame.

FTTC: fiber to the cabinet (fibra all’armadio)

Quest’altra tecnologia è molto simile alla ftts poco fa descritta, condividendone moltissimi aspetti. E’ sempre una connessione in fibra ottica ma invece che essere diretta è “mischiata” con il rame del doppino telefonico, cioè il cavo che arriva nelle nostre case e che porta sia il telefono che internet. La fibra ottica parte da una centrale di zona e raggiunge degli armadi posti sul territorio: la distanza tra l’indirizzo di un abbonato e questi armadi arriva al massimo a 500 metri. Una volta giunta all’armadio, la connessione viene data al cliente appunto tramite il doppino in rame che raggiunge l’abitazione o l’ufficio di riferimento. Anche in questo caso si vedranno dei miglioramenti rispetto alla semplice ADSl, ma sicuramente la velocità è inferiore rispetto ad una tecnologia in fibra ottica diretta (ftth). Le stime indicano velocità in download di circa 100-200 Megabit al secondo, e 20 Megabit al secondo in upload.

Sicuramente la domanda che molti lettori si faranno è: ma come è possibile garantire la fibra se non si è direttamente raggiunti e si passa dai cavi di rame? La risposta sta negli strumenti che si utilizzano per finalizzare l’attivazione del servizio internet. Infatti per queste particolari tecnologie, gli operatori telefonici forniscono, spesso gratuitamente, i clienti di particolari modem (VDSL) che vanno a potenziare il segnale rispetto alla normale ADSL. Poi più le cabine o gli armadi sono vicini all’abitazione o all’ufficio del cliente e migliore sarà la potenza e la stabilità del segnale.

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